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EVENTI

TITOLO

Convegno Comitato Liguria socialisti per il NO al referendum sulla Giustizia del 22 e 23 marzo.

 

In ricordo di Paolo Rossi socialista ligure Padre costituente

DATA

16/03/2026

LUOGO

Genova

Video del Convegno organizzato dal Comitato Liguria socialisti per il NO al referendum sulla Giustizia del 22 e 23 marzo.

https://fb.watch/G64kjGxnjs/

Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione [cfr. art. 72 c.4].

Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare [cfr. art. 87 c.6] quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata [cfr. artt. 73 c.1, 87 c.5 ], se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.

Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.>


di Stefano De Martis (Avvenire domenica 22 3 2026
I lavori dell’Assemblea costituente mostrano come e perché è nato il meccanismo di revisione costituzionale che ha poi dato origine ad alcuni referendum popolari. Un “brevetto” giuridico rimasto insuperato

Si può fare l’elogio dell’articolo 138 della Costituzione senza che questo comporti automaticamente l’arruolamento in uno degli schieramenti referendari? E poi quale schieramento?
La procedura per la revisione costituzionale – perché di questo tratta il 138 – è un capolavoro di equilibrio e di saggezza.
Il socialista Paolo Rossi, relatore alla Costituente, nella seduta del 14 novembre 1947 disse tra l’altro: «Se in un futuro non molto lontano il congegno della revisione costituzionale dovrà essere messo in moto, nessuno scandalo, anche se dovrà essere messo in moto con qualche frequenza. Ciò che è davvero essenziale è un’altra cosa, è che le norme costituzionali siano mutate quando occorra, senza ancoraggi conservatoristici e senza facilonerie avveniristiche».
Alla Costituente il tema di come cambiare il testo su cui ovviamente si stava ancora lavorando fu oggetto di un dibattito serrato. A monte c’era l’idea stessa di Costituzione. Sul principio che essa dovesse essere del tipo “rigido”, cioè non modificabile con modalità ordinarie, si era palesato praticamente da subito un accordo di fondo. Ma sulla concreta procedura da seguire le idee divergevano. Si arrivò a un compromesso (bella questa parola, quando le si dà il significato più autentico) che nel tempo si è rivelato efficace: si sono tentate strade alternative – basti pensare alle Commissioni bicamerali – ma alla fine soltanto attraverso il 138 è stato possibile approvare, nel bene e nel male, delle modifiche alla Carta. Ventuno, se abbiamo fatto bene i conti.
Il meccanismo della revisione costituzionale lo abbiamo più o meno imparato tutti. Doppia approvazione del testo da parte di entrambe le Camere a distanza di almeno tre mesi tra un voto e l’altro, maggioranza dei due terzi per l’immediata entrata in vigore, oppure possibilità di referendum popolare. Il pensiero che c’è dietro questa procedura muove dalla ferma convinzione dei padri costituenti che il Parlamento rappresenti il Paese. Quindi le decisioni del Parlamento godono di un chiaro favore istituzionale, e se i due terzi delle Camere si esprimono concordemente in un certo modo il discorso si chiude lì. È anche uno stimolo a cercare la massima convergenza possibile sulle modifiche alla Costituzione. Senza questa convergenza ampia, come si accennava, il 138 prevede la possibilità di sottoporre la legge di riforma a un referendum popolare. Un rimedio, se lo si può definire così, a cui i padri costituenti hanno dato molto credito, visto che lo hanno reso agevolmente azionabile e non lo hanno condizionato al raggiungimento di quorum. Un rimedio che anche gli elettori hanno preso sul serio, come dimostra il fatto che nei referendum costituzionali che si sono tenuti prima di quello odierno l’affluenza è stata superiore al 50% in tre casi su quattro e i risultati sono stati equamente divisi: per due volte sono prevalsi i favorevoli, per due volte i contrari.
Uno spazio di democrazia che va salvaguardato e messo al riparo da torsioni maggioritarie al di fuori dei limiti che la Corte costituzionale ha indicato. La maggioranza ampia che il 138 evoca dev’essere il frutto di auspicabili convergenze politiche e non l’esito di leggi elettorali che forzano oltre misura le opzioni degli elettori. È una delle tante questioni che si ripresenteranno dopo il referendum.

Per saperne di più sul socialista Paolo Rossi


https://www.totalita.it/articolo.asp?articolo=9281


In ricordo di Paolo Rossi, politico e giurista d'altri tempi.
Un modo ben diverso dall'attuale di intendere l'attività politica e la costituzione.
Ricordi, la memoria che non si cancella riemergono spesso dalle brume del passato per rammentarci come eravamo e quali siano stati i passaggi fondamentali  nella ricostruzione del nostro paese dopo la tragedia della Seconda Guerra Mondiale. Sono alcuni personaggi che ci permettono di riavvolgere il nastro della storia, anche di quella più recente e che ci costringono a fare dei paragoni, a porre parallelismi, a guardare al futuro senza scordare ciò che è stato prima. Per uno di quei fortunati casi che capitano a chi si occupa di storia, ci sono giunti inaspettatamente tra le mani gli appunti, scritti di pugno da Paolo Rossi, dal 1947 membro dell'Assemblea Costituente, esponente di spicco del partito socialista democratico, Ministro della Pubblica Istruzione dal 1955 al 1957, nonché presidente della Corte Costituzionale dal 1975 al 1978. E' grazie a sua figlia, la celebre scrittrice Francesca Duranti che abbiamo potuto leggere quegli appunti che risalgono al 1970. "Ciò che ricordo con particolare nostalgia - scrive Paolo Rossi a proposito dei lavori della Costituente - è il clima di sincero e costruttivo attivismo, dell'impegno morale in cui si svolsero i lavori della Commissione dei Settantacinque e poi del Comitato dei Diciotto per la redazione del testo definitivo [ della Costituzione n.d.r. ].  …


(https://www.nascitacostituzione.it/05appendici/01generali/00/02/07-rossi_paolo.htm)
La nascita della Costituzione




Socio fondatore del Gruppo di Volpedo e del Network per il socialismo europeo .