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EVENTI

TITOLO

Commemorazione di Aldo Capitini nel 50° anniversario della morte (19 ottobre 1968)

 

DATA

07/11/2018

LUOGO

Genova - Palazzo Ducale - Società Letture scientifiche

Circolo Guido Calogero Aldo Capitini
Genova (www.circolocalogerocapitini.it)
Ora in silenzio per la Pace – Genova
Mercoledì 7 novembre 2018 orario 16-18
Sede: (g.c.) Società di Letture e Discussioni Scientifiche
Palazzo Ducale Genova
Commemorazione di Aldo Capitini
nel 50° anniversario della morte (19 ottobre 1968)
Saluti: Emilio Maura
Presidente Società delle Letture e Discussioni Scientifiche - Genova
Presentazione: Luigi Fasce
Presidente circolo Guido Calogero Aldo Capitini Genova
“Storia genovese dell’Ora in silenzio per la pace ”
Norma Bertullacelli
“La via della nonviolenza di Aldo Capitini”
Pietro Polito
Direttore Centro Studi Piero Gobetti – Torino
“Aldo Capitini pioniere dei diritti nella cultura italiana”
Luisella Battaglia
Presidente Istituto Italiano di Bioetica - Genova
Segue dibattito
A seguire, dalle 18 alle 19 sui gradini del palazzo ducale,
858ª ora in silenzio per la pace

Report Graziella Bevilacqua
Grazie a Luigi Fasce, Presidente del circolo intitolato a Guido Calogero (filosofo del dialogo) e  a Aldo Capitini Capitini
(filosofo della nonviolenza), per aver organizzato ieri assieme a "Ora in silenzio per la pace", presso la Società Ligure di Letture Scientifiche, l'interessante convegno per ricordare Aldo Capitini, fondatore del Movimento Pacifista in Italia , della rivista "Azione nonviolenta" del 1964, nonché l' ideatore e organizzatore della Marcia Perugia-Assisi.    
NORMA BERTULACELLI, storica pacifista genovese, ha iniziato il discorso ricordando la realizzazione dell'"Ora del silenzio per la pace" che dal 2001 si è svolta ininterrottamente sulla gradinata di Palazzo Ducale il mercoledì.  Il crollo delle Torri gemelle , l'intervento in Afghanistan, e la prima  guerra del Golfo, avevano dato l'avvio ad una forma di guerra permanente  e, per l'Italia, ad una reiterata violazione della nostra Costituzione. Il modello dell'ora un silenzio per l Pace era stato quello delle "donne in nero", che in molti paesi avevano scelto questa forma di protesta . Norma ha ricordato infine che, nel nostro sottosuolo, continuano ad essere depositate 90 atomiche USA.
 PIETRO POLITO, direttore del Centro Gobetti di Torino, ha ricordato Capitini come filosofo teorico e pratico della nonviolenza. "Non opprimere, non tormentare, non distruggere, nemmeno gli avversari e aprirsi invece all'esistenza , alla libertà e allo sviluppo di ogni singolo essere"; questi i principi cardine delle 3 forme di nonviolenza: verso le cose, verso i viventi e verso gli umani.
   La metodologia politica di Capitini prevedeva il principio di NON COLLABORAZIONE con il male, inteso non come astrazione, ma presente nella sostanza delle leggi ingiuste, della guerra, della devastazione della natura" con una INELUDIBILE presa di posizione  pubblica attraverso l'azione, riunendo insieme etica e politica. Polito ha ricordato inoltre il  profondo convincimento  di Capitini  per la necessità ll'azione umana volta all'elevazione degli animali,  da non concepirsi più come bestie/ macchina, assoggettate alla  distruttività, all' aggressività e all'onnipotenza narcisistica dell'uomo.  
La Prof. ssa LUISELLA BATTAGLIA, docente dell'Università si Genova, presidente dell'Istituto Italiano di Bioetica (IIB) e componente del Comitato nazionale di BIOETICA sede in Genova, ha sottolineato l'aspetto propositivo della nonviolenza gandhiana: una nonviolenza che non è quella opportunistica del debole, né quella pavida del codardo , ma quella del forte che non è solo non collaborazione, ma forza attiva e propositiva.
       Straordinaria èstata l'attenzione di Capitini verso il vivente, che lo ha portato a comprendere i diritti degli animali all'interno della filosofia nonviolenta: la sua è stata una scelta etica ,perchè riconoscendo la soggettività degli animali si oppose all'antropocentrismo presente nel mondo Greco, nel Cristianesimo e nell'Illuminismo.
        Gli interventi del pubblico hanno messo a fuoco l'attualità del pensiero di Capitini e le sue feconde relazioni con altri straordinari personaggi come Danilo Dolci e Alberto L'Abate.
E stata sottolineata inoltre la necessità di una comunicazione nonviolenta, perchè troppo spesso il nostro linguaggio è intriso ,anche se  in modo inconsapevole, di aggressività: non si tratta di evitare il conflitto, ma di gestirlo esprimendo con forza i propri bisogni e i propri punti di vista, contrapponendosi decisamente contro le idee propugnate ma senza giudicare o colpevollizzare l'altra persona. Alcuni dei presenti hanno sottolineato il punto di vista della psicoanalisi, a partire dalla teoria Freudiana, che tiene conto delle ambivalenti pulsioni umane, dominate anche. dall'inconscio .A questo proposito Luigi Fasce ha suggerito la lettura del testo di Fromm :"Anatomia della distruttività umana e Giorgio Boratto quello di Hillman " Un terribile amore per la guerra " . infine si è ricordato come Aldo Capitini, uomo di grande spiritualità , propugnatore della religione aperta, per estrema coerenza si fece sbattezzare uscendo così dal recinto della chiesa cattolica.    
Spero ci siano delle osservazioni e mi scuso se non sono riuscita a rendere la grande ricchezza dei contenuti emersi in questa giornata.
                       

Socio fondatore del Gruppo di Volpedo e del Network per il socialismo europeo .