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TITOLO

Dopo il I Congresso di Firenze: idee e percorsi per la riscossa civile del Paese C’è un’Italia migliore Assemblea SEL Genova - con Fabio Mussi Aud

 

Luigi Fasce - intervento

DATA

08/11/2010

LUOGO

Genova

Compagne e compagni,
qualche riflessione per contribuire al dibattito prima dell'intervento conclusivo di Fabio Mussi
a partire da alcuni significativi contributi acquisiti dal Manifesto di questi ultimi giorni.
Parlo di queste tre interviste della giornalista Carla Ravaioli fatte rispettivamente a

Luciano Gallino – Quale crescita nella crisi ecologica il
24/10/ 2010
Giorgio Lunghini - L'economia del disastro globale il
29/10/2010-
Guido Rossi - Crescita impossibile e fine del progresso 31/10/2010
(per leggere le tre interviste complete vedasi www.circolocalogerocapitini.it sotto argomento “ecologia”)
I titoli, come è evidente, sono perfettamente correlati alla mission di Sinistra Ecologia Libertà e alla questione, come ha bene espresso Mussi nel suo intervento al congresso di Firenze, che tali principi valoriali sono inestricabilmente legati tra di loro,.

A queste drammatiche denunce, noi non dobbiamo gridare slogan massimalisti o oltristi, bensì predisporre radicali risposte nel solco del più aggiornato riformismo socialista. Mentre la nostra brava intervistatrice invece, ma è il solo errore delle tre interviste, se la prende col riformismo, falso riformismo dico io. Il riformismo o è socialista o non è. Parole veritiere di Giuseppe Tamburrano. Per la precisione, si è trattato o di contro-riformismo o di riformismo liberista.
Cosa ci hanno evidenziato i nostri tre illustri personaggi pensanti.
Hanno evidenziato pressochè coralmente che l'attuale danno ecologico continuando con l'attuale folle crescita imposta dal credo neoliberista e attuata dalle multinazionali senza il minimo controllo degli stati, potrebbe diventare presto permanente disastro ecologico irreversibile e mettere in serio pericolo la stessa sopravvivenza della specie umana.

Ecco le considerazioni piuttosto sconsolate di Gallino in “Quale crescita nella crisi ecologica”
Ravaioli
Come ben sappiamo nell'ultimo ventennio le leggi liberiste che hanno improntato di sé tutto il sistema economico le hanno fatte calare a mo' di rete a strascico non solo le destre USA, il governo dittatoriale della Cina ex comunista, ma anche i governi socialdemocratici europei.

Gallino

Ravaioli
Gallino

Vediamo cosa ne pensa Lunghini con “L'economia del disastro globale”

Lunghini Certamente. E su questo credo si debba riflettere partendo dal pensiero di Georgescu-Roegen, un grande economista poco noto; il quale ci ricorda che anche il processo produttivo è regolato dalle leggi della termodinamica, e che per la legge dell'entropia la materia è soggetta a una dissipazione irreversibile. Ciò significa che nel lungo periodo, ma non tanto lungo, la decrescita non sarà una scelta, ma un fatto di natura: la legge della termodinamica funziona per tutti. Da ciò Georgescu non trae però conclusioni catastrofiche. Sì domanda invece: si potrebbe fare qualcosa? La sua risposta è sì: e si articola in un programma bioeconomico minimale, formulato in
otto punti. Il primo afferma che dovrebbe essere proibita non solo la guerra, ma anche la produzione di ogni strumento bellico. E non
solo per ragioni morali, ma perché le forze produttive così liberate potrebbero essere impiegate al fine di consentire ai paesi sottosviluppati di raggiungere rapidamente gli standard di una vita buona. Perché un progetto di diverso sviluppo deve essere condiviso a livello universale, altrimenti non può funzionare. Inoltre - afferma Georgescu - la popolazione mondiale dovrebbe ridursi fino a renderne possibile la nutrizione mediante la sola agricoltura organica. Ma oggi la questione demografica non viene nemmeno posta ...
Anzi, si lamenta la denatalità, e quindi la caduta di consumi come carrozzelle, pannolini , ecc.
Ormai dell'umanità, di tutti noi, si parla non più come di lavoratori, ma solo come di consumatori. E anche a questo proposito bisogna tenere presente che anche quando (se mai giorno verrà) le energie rinnovabili saranno davvero convenienti e sicure, i risparmi che ne avremo saranno molto minori di quanto ci si promette. Ogni spreco di energia deve dunque essere evitato: mentre normalmente noi viviamo troppo al caldo d'inverno, troppo al freddo d'estate, spingiamo l'automobile a troppa velocità, usiamo troppe lampadine ... Il programma di Georgescu dice poi molto altro: dovremmo rinunciare ai troppi prodotti inutili; liberarci dalla moda di sostituire abiti, mobili, elettrodomestici, e quanto è ancora utile; i beni durevoli devono essere ancor più durevoli e perciò riparabili. L'ultimo punto è che dobbiamo liberarci dalla frenesia del fare, e capire che requisito importante per una buona vita è l'ozio. Ozio - aggiungo io - inteso come tempo libero liberato dall'ansia e impiegato in maniera intelligente. E su questo credo non si possa non convenire, per rinviare il momento del disordine e nel frattempo vivere una vita migliore. Però, domanda politica: siamo pronti, noi per primi, ma soprattutto i potenti della terra, a fare nostro il programma di Georgescu? >

Ravaioli Lunghini...
Ravaioli Lunghini

Infine ecco cosa dice Guido Rossi in “Crescita impossibile e fine del progresso”

Rossi

Ravaioli

Rossi
Si crea una società di cui l'unico scopo è il dovere di crescere economicamente: d'altronde in base a parametri del tutto sballati, come il Pil, che non considerano affatto la qualità della vita.

Come portando Clausewitx all'estremo di René Girard, il quale dice: «il riscaldamento climatico del pianeta e l'aumento della violenza sono due fenomeni assolutamente legati». E questa confusione di naturale e artificiale è forse il messaggio più forte contenuto in questi testi apocalittici. Martin Rees, grande astronomo di Cambridge, con Our final Century (Il nostro secolo finale), dubita che la razza umana riesca a sopravvivere al secolo in corso, proprio perché sta distruggendo il pianeta. E cose simili le dice anche Posner nel suo libro Catastrofe: con una popolazione mondiale che, secondo i calcoli, nel 2050 ammonterà a più di 9 miliardi di individui, ci saranno tremendi rischi di carestia: la terra non può dare più di quello che ha.>

Ravaioli

Rossi

Ravaioli

Rossi

Ravaioli

Rossi

Ravaioli

Rossi

Ravaioli

Rossi

Ravaioli

Rossi

DETTO IN METAFORA DOPO L'89 SI E' BUTTATO VIA IL BAMBINO CON L'ACQUA SPORCA. DETTO CHIARAMENTE, C'ERA IL MODELLO SOCIALDEMOCRATICO, UN SISTEMA MISTO DI IMPRESE PUBBLICHE E PRIVATE (LA NOSTRA COSTITUZIONE LO PREVEDE AL TITOLO TERZO PARTE CONOMICA, MA LO PREVEDE ANCHE LA COSTITUZIONE TEDESCA) NON SI CAPISCE PERCHE' LA SINISTRA DEMOCRATICA EUROPEA AVENDOLO INVENTATO QUESTO MODELLO ECONOMICO LO ABBIA RIPUDIATO ANCH'ESSA E LASCIATO MANO LIBERA AL POTERE CAPITALISTICO NEOLIBERISTA.
DOBBIAMO FARE PRONTAMENTE INVERSIONE A U IN EUROPA E RECUPERARE QUESTO MODELLO DI ECONOMIA, “SOGNO EUROPEO” NATO DALL'UMANESIMO SOCIALISTA COME INDICA LO STESSO RIFKIN NEL SUO LIBRO PER POTERLO ESPORTARE NEL RESTO DEL MONDO SE SI VUOLE UNA CIVILTA' MONDIALE DEGNA DI QUESTO MONDO

Ravaioli

Rossi Il brasiliano Unger, filosofo del diritto di Harvard, in un libro molto bello, “Democrazia ad alta energia”, dice che, invece di garantire quella finta libertà contrattuale che sta alla base della rivoluzione finanziaria, occorrerebbe un'autorità mondiale capace di imporre nuove regole, e creare così le basi di una struttura diversa, a dimensione globale.>

Ravaioli

Rossi

Ravaioli

Rossi

Rovaioli

Rossi

Ravaioli

Rossi

SEL c'è … ma è appena nata qui in Italia, se il livello degli interventi politici necessari, anzi indispensabili, indicati dai nostri tre saggi, devono essere fatti ai livelli mondiali, allora perché possano avere passaporto per l'Europa e per il mondo è assolutamente necessario collegarsi in fretta in Europa, anche per stimolarli vigorosamente, con il PSE e con l'Internazionale Socialista.
Perchè se Rossi pensa utopisticamente di agire a livello ONU io invece penso che si possa agire politicamente in Europa a partire con un programma comune di Socialisti, Sinistra e Verdi.

Socio fondatore del Gruppo di Volpedo e del Network per il socialismo europeo .