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GLOBALIZZAZIONE SOLIDALE

TITOLO

La Pace è possibile Luigi Fasce

DATA PUBBLICAZIONE

20/01/2026

LUOGO

Libro Uniti per la pace -LEF n.7/2026


Parole chiave
Pace, istintività naturale, componente umana psichica onnipotente, percorso ambivalente della civilizzazione umana, possibilità di scegliere.
La civiltà umana nell’epoca contemporanea caratterizzata da crescita infinita ma in subitaneo pericolo di olocausto nucleare e di annunciata catastrofe ecologica.

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Abstract
Il presente articolo analizza la condizione della civiltà umana contemporanea, segnata da uno sviluppo illimitato, ma esposta al rischio concreto di autodistruzione attraverso la guerra nucleare e la catastrofe ecologica. Integrando contributi di antropologia, etologia e psicoanalisi, l’autore intende fornire un fondamento scientifico all’impegno etico, religioso e laico dei movimenti pacifisti, sottraendo la pace all’accusa di essere un ideale meramente utopico.

L’Homo sapiens, specie biologicamente debole ma dotata di straordinarie capacità cognitive e cooperative, ha trasformato l’aggressività istintiva necessaria alla sopravvivenza in una potenza distruttiva amplificata dalla civilizzazione, culminata nell’invenzione delle armi nucleari. La difesa del territorio, matrice originaria dei sistemi economici e politici, ha prodotto una conflittualità permanente che oggi, nell’era atomica, pone il rischio reale di estinzione della specie.

Attraverso il confronto con il pensiero di Freud, Einstein e altri intellettuali pacifisti, l’articolo sostiene che la guerra non è un destino inevitabile: l’eros, i legami emotivi, la solidarietà e l’identificazione costituiscono le basi psichiche e sociali per una possibile risoluzione pacifica dei conflitti. In questa prospettiva, il diritto costituzionale e internazionale — in particolare lo statuto dell’ONU, la Costituzione italiana e i trattati sul disarmo nucleare — rappresentano il passaggio dalla pace ideale a un orizzonte giuridico concreto.

La conclusione afferma che il processo di civilizzazione rimane ambivalente: l’umanità può scegliere tra distruttività e costruttività. Nonostante le attuali regressioni politiche e geopolitiche, la pace resta una possibilità reale e una necessità vitale, il cui obiettivo prioritario è il bando totale delle armi nucleari.

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E’ pertanto diventata urgente una riflessione se a tutt’oggi è ancora una necessità vitale per l’animale Homo Sapiens l’ancestrale difesa del territorio, matrice dei modelli economici e i sistemi politici che coattivamente, sfociano nel perdurante esito della guerra devastante, ma fino a ieri mai totale, ma che dopo l’invenzione della bomba atomica e del suo utilizzo devastante già sperimentato nel 1945, siamo attualmente nel reale pericolo di estinzione del genere umano.
Ma occorre domandarsi altresì fino a che punto il Sapiens/insapiens si può dilungare nell’opera di alterazione climatica già con gli esiti devastanti rilevati quasi quotidianamente nel mondo da tv e stampa.

Due questioni alle quali siamo di fronte al fine di intravvedere futuribili condizioni di possibile rimedio.

Le origini della naturale aggressività in funzione della sopravvivenza del Sapiens

Occorre preventivamente rintracciare le cause per le quali il Sapiens fin dai primordi ha messo in atto l’istintiva aggressività, indispensabile per la sopravvivenza individuale e filogenetica della specie animale Sapiens.

Dunque due istinti quello egocentrico di nutrirsi qui ed ora per la sopravvivenza individuale e quello più altruistico della sessualità o meglio della pulsione alla genitorialità, entrambe funzioni espletate dal “Sapiens onnivoro”, del genere animali primati, necessariamente vivente originariamente in branco per la sua debolezza fisica, per mancanza di denti e artigli da predatore.
Debolezza fisica del Sapiens, sappiamo, fino a quale punto, compensata dall’intelligenza con approntamento di zagaglie in emulazione di zanne e fino a inventare armi da usare sempre più devastanti.
A cui si aggiunge la capacità umana, ignota al resto delle specie animali, di cooperare assieme in quanto cacciatori raccoglitori, in seguito con la rivoluzione agricola con il Sapiens coltivatore di marcare il territorio e infine con la rivoluzione industriale Sapiens faber in ascesa verso il cielo senza limiti territoriali, oramai distruttore di umanità e natura.


Marcare il territorio e difenderlo con il potere delle armi per poter soddisfare i bisogni di nutrimento e di riproduzione, ecco l’atavica matrice originaria che sottende il potere economico e del potere politico che detiene le armi per difenderlo ma anche di conquistarlo a discapito dal vicino, prima tribù, poi villaggio, quindi città e infine Stato.

La matrice originaria della difesa del territorio da cui è scaturita conflittualità permanente nei millenni del Sapiens stanziale perdura fino in epoca moderna anche con la definitiva nascita degli Stati nazionali, con l’invenzione dei confini nazionali, prima con regimi di monarchia assoluta, poi costituzionale e infine in regime di repubblica democratico-costituzionale, per cui sebbene quasi nessuno più muove guerra per estendere la propria territorialità, resta immutata la pulsione arcaica di nutrire e proteggere i popoli da invasori esterni di tale e tal altro Stato nazione.
Dunque stati nazionali giuridicamente definiti con tanto di fittizi confini (in età moderna sono numerosissimi gli stati nazionali tracciati con confini convenzionali nel mondo come è avvenuto nl continente americano Canada USA Messico nel Nord e così per tutti quanti gli Stati nel Sud. Dopo la prima guerra mondiale con la dissoluzione dell’impero Ottomano tutti i confini degli Stati del medio Oriente (Irak Siria, ecc.), vennero tracciati arbitrariamente dalle potenze occidentali vincenti in particolare l’Inghilterra.
Per l’Australia non c’è stato bisogno di tracciare confini è stata conquistata interamente dal Sapiens “bianco” europeo a discapito delle popolazioni indigene.

Da animali a dèi
Si è così negata la necessità di stabilire pacificati ambiti territoriali per assicurare al Sapiens sicurezza ontogenetica e filogenetica lasciando al suo posto una illusoria volontà di potenza da parte di novelli “capo branco” al potere di farsi onnipotenti dèi (7)
Yuval Noah Harari da storico-filosofo il Sapiens con la rivoluzione cognitiva, baypassando il genoma ci ha rappresentato il sapiens con la ”coazione a ripetere” di farsi divinità.
Delirio di onnipotenza del Sapiens al potere di imperi nei millenni bene esemplificato dai faraoni, dèi incarnati dell’antico Egitto che però vedevano confermata l’illusione di essere divinità oltre l’umano dalle vittorie territoriali e col potere di sovrastare i popoli sottomessi.
La concretezza delle piramidi costruite da migliaia di schiavi si basa sull’immaginario collettivo degli egiziani che fossero il tramite per la trasmigrazione dei morti nell’aldilà.
Delirio di onnipotenza che perdura tutt’oggi e ben rappresentato dall’attuale presidente degli USA Donald Trump.
La differenza essenziale che re e imperatori del passato pur promuovendo guerre devastanti non hanno paragone con chi ora ha in mano l’armamentario nucleare e minaccia di usarlo, con esito di estinzione del Sapiens/insapiens.
Problema rimasto insoluto a tutt’oggi dalle bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki nel giugno del 1945.

Del tragico esistenziale dilemma umano Pace o guerra se ne preoccupò Albert Einstein il genio indiscusso della razionalità memore della carneficina causata dalla prima guerra mondiale e preconizzando il peggio per l’imminente seconda guerra mondiale quando ancora non si aveva nemmeno l’idea di inventare la bomba atomica
Einstein, pienamente consapevole che il problema non poteva essere risolto mediante pensiero logico matematico, per cui pose la domanda al suo contemporaneo Sigmund Freud padre della psicoanalisi profondo conoscitore dell’animo umano, che all’invito non si sottrasse instaurando con Einstein un fitto carteggio.
Nell'ambito del Comitato permanente delle lettere e delle arti della Società delle Nazioni si svolse nel 1932 uno scambio epistolare tra Albert Einstein e Sigmund Freud sul tema della guerra. La corrispondenza tra Einstein e Freud viene pubblicata a Parigi nel 1933; la sua diffusione venne proibita in Germania. I due corrispondenti, grandi scienziati, negli anni successivi avrebbero dovuto abbandonare entrambi il loro paese per le persecuzioni razziali.>
(https://www.liceoreginamargherita.edu.it/lo_strillone/2021/terza_edizione/CARTEGGIO.pdf)
Questo il responso di Freud in estrema sintesi:
«Se la propensione alla guerra prodotta dalla pulsione distruttiva, contro di essa ovvio ricorrere all’antagonista pulsionale: l’eros. Tutto ciò che produce legami emotivi tra gli uomini deve agire contro la guerra.
Tali legami possono essere di due tipi. In primo luogo relazioni come con un oggetto d’amore, anche senza meta sessuale. (…) L’altro tipo di legame
emotivo attraverso l’identificazione. Tutto ciò che provoca solidarietà significative tra gli uomini risveglia sentimenti comuni di questo genere, le identificazioni. Su di esse poggia gran parte della costruzione della società umana.» -(SIGMUND FREUD)

Pertanto, secondo Freud, il conflitto umano è potenzialmente risolvibile in favore della Pace.

Con lo scoppio della seconda guerra mondiale le elaborazioni psicoanalitiche Freudiane vengono travolte dagli eventi. Anche Einstein di fronte al concreto pericolo incombente di vittoria nazista si fece parte attiva della ricerca USA sulla bomba atomica con Enrico Fermi, Leo Szilard, Ernest Lawrence e Arthur Compton Einstein.
Il film recente Oppenaimer che ha vinto il premio Oscar è un documento significativo sulle motivazioni degli scienziati alla partecipazione al “Progetto Manhattan” che porta alla costruzione della bomba atomica, che a guerra pressoché finita con la sconfitta della Germania di Hitler viene lo stesso sganciata su ordine di Truman su Hiroshima il 6 agosto 1945 e due giorni dopo su Nagasaki con il devastante esito di città rase al suolo in un botto e centinaia di migliaia di morti nell’immediato e strascico di vittime colpite dalle radiazioni.

Immagino che l’opprimente senso di colpa provato da Truman (nascita 1884, morte 1972) pochi mesi dopo il devastante epilogo dello scoppio delle due bombe atomiche abbia contribuito non poco a fare nascere l’ONU il 24 ottobre 1945, San Francisco, California, Stati Uniti con finalità di pace nel mondo.
Purtroppo invece si apre subito il fronte guerra fredda tra USA e URSS con il miraggio da entrambe le parti di escalation a chi ha una bomba atomica in più, arrivando ad averne entrambi più di 5000.

Pertanto Einstein, con il proliferare dell’armamento atomico in possesso delle due grandi potenze nemiche di USA – URSS, ritorna ad essere paladino del disarmo atomico, nella piena consapevolezza che questa volta la guerra atomica potrebbe portare all’estinzione totale della specie umana sulla Terra.

(https://it.wikipedia.org/wiki/Manifesto_Russell-Einstein)

Anche questo appello cade nel vuoto evidenziando l’assoluta impotenza dell’ONU preposta a tale scopo nelle premesse annunciate e sancite nello statuto costitutivo.

Einsein muore nel 1955 e Bertrand Russell continua la sua missione istituendo il Tribunale dei Diritti umani e diritti dei popoli, noto come Tribunale Russell.

(Wikipedia)

Sono però da ricordare anche i nostri etici e coraggiosi intellettuali che “controcorrente” negli anni 60 in Italia hanno contribuito a cercare di mantenere desta l’attenzione sulla pace a cominciare da Aldo Capitini Danilo Dolci e Alexander Langer.

Dalla Pace Utopica o Ideale al cogente Sistema Giuridico Costituzionale e Internazionale

Vediamone in sintesi qui di seguito alcuni significativi riferimenti di quanto acquisito dal Sapiens in epoca moderna che segna il processo della civilizzazione umana dall’ideale utopico e si trasfonde nella concretezza dei sistema giuridico nazionale e internazionale.

Costituzione, art. 11 - La Pace è un bene prezioso, il ruolo delle Vittime del Dovere nella difesa dei valori civili e democratici Costituzione, articolo 11 - “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo” La nostra Costituzione sancisce, quindi, dopo le barbarie della Seconda Guerra mondiale, un messaggio di pace
Ad ogni livello che sia sovranazionale, nazionale, regionale oppure locale, possiamo assistere a modi contrapposti di affrontare un conflitto operando da un lato grazie alla cultura della pace e del rispetto dell’altro, dall’altro vessando mediante il disvalore dell’aggressività e della prevaricazione. Proprio questo articolo stabilisce e impone, in occasione di deleterie e perniciose conflittualità, un modus operandi che si traduce in un confronto costruttivo e in una ponderata mediazione. Quindi per avere la pace non basta ripudiare la guerra ma, come precisa la seconda parte dell’art. 11, occorre l’impegno da parte di tutti, dalla nazione più grande e potente al singolo uomo, affinché vi sia la riscoperta di principi quali la legalità, la giustizia, la solidarietà e il rispetto degli altri.
(chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://www.mim.gov.it/documents/20182/8057840/Vittime+del+Dovere+_LOCANDINA+Progetto+Nazionale2023-24+%281%29.pdf/13ba9b96-88c1-93da-43f8-c53abbc6fd66?version=1.0&t=1711356611303)

Inoltre abbiamo istituito la Corte Costituzionale e una ampia gamma di cattedre universitarie di diritto costituzionale e di diritto internazionale.
Diritto internazionale alla Pace sancito da statuto dell’ONU e CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL'UNIONE EUROPEA (2000/C 364/01) di cui i
Pace e valori comuni: L'Unione è stata creata per condividere un futuro di pace fondato su valori comuni.
Valori fondanti: Questi valori indivisibili e universali sono la dignità umana, la libertà, l'uguaglianza e la solidarietà.
Patrimonio spirituale e morale: L'Unione si fonda sul suo patrimonio spirituale e morale, che include anche i diritti e i principi che verranno enunciati nella Carta.
Riaffermazione dei diritti: La Carta riafferma i diritti esistenti, che derivano da tradizioni costituzionali comuni, obblighi internazionali (come la Convenzione europea dei diritti dell'uomo) e giurisprudenza (della Corte di giustizia UE e della Corte europea dei diritti dell'uomo).
Responsabilità e doveri: Viene riconosciuto che il godimento di questi diritti comporta anche responsabilità e doveri verso gli altri e verso la comunità umana nel suo insieme e le generazioni future.>(AI Overview))

Conclusioni
Le potenzialità innate e acquisite del Sapiens lo predispongono a poter scegliere tra costruttività e distruttività umana.
Come ha recentemente affermato Ken Loach in occasione della laurea honoris causa ricevuta dalla Università di Bologna, “Il mondo ha risorse sufficienti per garantire a tutti una vita dignitosa se la ricchezza e la proprietà fossero distribuite in modo più equo, sostenendo il controllo democratico e la proprietà comune”.
Il processo di civilizzazione si caratterizza da corsi e ricorsi della storia e pur nell’attualità in una fase fortemente recessiva attribuibile principalmente all’attuale presidente degli USA Donald Trump che calpesta l’ONU (in dispregio di Truman suo predecessore) e la conseguente multipolarità degli Stati aderenti. Ciononostante, i movimenti pacifisti, avendone validi motivi, non possono demordere dal perorare la pacificazione tra i Popoli della terra, avendone dalla loro parte l’ONU con finalità statutarie finalizzate a mantenere la pace e la sicurezza internazionali, mediare e intervenire con corpi di pace (i cosiddetti "caschi blu")  su focolai di guerra e promuovere la cooperazione tra i Popoli e garantire i diritti umani.
Tuttavia l’obiettivo prioritario in assoluto resta il bando totale delle armi nucleari.
A tal fine, (AI Overview)

La contesa tra Sapiens destruens contro Sapiens construens è ancora aperta, però ben sapendo che la Pace è possibile.
 
BIBLIOGRAFIA

1) Bienati L.(a cura di) Hiroshima il giorno zero dell’essere umano. Marsilio. 2025
2) Capitini A. Religione aperta. pref. di G. Fofi, intr. e cura di M. Martini. Laterza
3) Fasce L.- Il corpo umano da Ippocrate a oggi. Amazon 2024
4) Freud S. Einstein A.- Perché la guerra?. Bollati Boringhieri, 1997
5) Fromm E. – Dalla parte dell’Uomo. Astrolabio. 1971
6) Fromm E. - Anatomia della distruttività umana" Mondadori 1973
7) Harari Y.N. – Sapiens Da animali a dèi. Bompiani. 2019
8) Greco T. - Critica della ragione bellica. Laterza 2025
9) Montanari P. – I CORPI CIVILI DI PACE Una proposta per l’Europa nella prospettiva di Alexander Langer -. Amazon 2025
10) Morin E. – Di guerra in guerra Dal 1940 all’Ucraina invasa. Raffaello Cortina. 2023
11) ) Trucco L. – Natura e sentimento nel diritto. Mimesis 2024




Luigi Fasce
Psicologo iscritto all’Ordine Regionale della Liguria.
Ha operato nel SSN.
Autore di libri e articoli di psicologia e di politica
Presidente circolocalogerocapitini.it
Segretario Ecoistituto ReGe















 

URL DI RIFERIMENTO

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Socio fondatore del Gruppo di Volpedo e del Network per il socialismo europeo .