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GLOBALIZZAZIONE SOLIDALE

TITOLO

Küng: «Sono un buon cattolico, non un eretico» intervista di Bruno Viani

DATA PUBBLICAZIONE

11/11/2004

LUOGO

Il Secolo XIX


Il teologo risponde al cardinale di Genova Bertone che ha criticato l'Università per il conferimento della laurea honoris causa«La Chiesa, compreso il Papa, deve accettare il cambiamento. Bisogna cercare di capire gli altri»

Professor Küng, lei si considera un teologo, un filosofo o un eretico?«Sono un professore di Teologia ecumenica e un buon cattolico, un sacerdote che ha celebrato il cinquantesimo anniversario di sacerdozio: le nozze d'oro con la Chiesa. Vesto abiti civili, ma continuo a celebrare messa».Tutti i giorni?«No, quando è possibile. L'ultima volta a Stoccarda, con una grande partecipazione di gente. Il Vaticano non è stato capace di sospendermi dal sacerdozio, mi ha solo ritirata l'autorizzazione all'insegnamento della teologia cattolica. Ma sono un buon credente e resto sacerdote diocesano di Basilea, mia chiesa d'origine».L'hanno definita un prete dissidente...«Certamente non sono un prete comodo. Per me è più importante il Nuovo Testamento, il messaggio di Gesù, che il sistema medioevale romano difeso da chi non accetta di cambiare».Intende dire il Papa?«Incluso il Papa».Perché ha scelto di diventare sacerdote della Chiesa cattolica?«Il motivo centrale è stato la volontà di servire la gioventù, pensavo di farlo nelle parrocchie. Ma dopo un anno e mezzo di sacerdozio ho iniziato il lavoro all'Università: un cambiamento di indirizzo, ma l'obiettivo non era dissimile».I cardinale Bertone le muove accuse pesanti, ha criticato la decisione dell'Università di conferirle una laurea honoris causa...«Ma lui nel criticarmi presenta una caricatura della mia teologia, affermazioni nelle quali non mi riconosco affatto. Ha scritto che per me Gesùè uomo e solo uomo, e questo è una calunnia».Però per l'ortodossia cattolica alcune posizioni sono certamente discutibili. Vogliamo chiamarle "problematiche"?«Il cardinale fa riferimento probabilmente alle mie considerazioni sull'Humanae Vitae, su questioni molto concrete. Oggi quasi il 90 per cento dei cattolici pensa che la contraccezione sia lecita, la Chiesa no. L'infallibilità del Papa è stata introdotta dalla Vaticano nel XIX secolo, non si trova nelle scritture».La fecondazione assistita?«Non si può condannare».L'aborto?«È una questione più complessa, non si può dire che sia giusto in tutte le situazioni, ma nemmeno l'opposto, che non sia mai lecito».La Chiesa l'accusa di relativismo, Bertone parla di un calderone, un "miscuglio di elementi cattolici frantumati"...«Ma l'interpretazione della veritàè uno dei punti più delicati, il Sant'Uffizio nel corso dei secoli è passato da un errore all'altro. Da Galileo a Giordano Bruno, fino ad oggi. Papa Giovanni Paolo II ha domandato perdono a Dio per questi peccati della Chiesa, così probabilmente anche il cardinale Bertone riceverà il perdono....E i rapporti con le altre religioni che sono al centro dei suoi studi più recenti?«Era l'estensione naturale della mai ricerca, allargare i confini. Maometto non ha commesso solo errori, certamente non può sostituirsi a Cristo. Però per un miliardo e 300 milioni di persone è il profeta: pur non essendo d'accordo su tutto, bisogna vedere la verità ovunque si trovi».La Chiesa, per queste posizioni, l'accusa di relativismo.«Io ho dialogato con l'Islam in tutto il mondo. In Nigeria, Arabia, Iran, Pakistan, Malaysia. Ma l'ho fatto da cattolico, in modo molto chiaro: mi sono presentato come teologo cristiano. Alla ricerca di elementi comuni. Ma l'etica globale non è confusione di valori, io non ho mai lasciato il cattolicesimo».Il cardinale Bertone ha detto di averla incontrata a Roma, «il giovane Küng che teneva alcune conferenze su Chiesa carismatica e Chiesa istituzionale». Lei lo ricorda?«No, purtroppo. Probabilmente, se ci fossimo frequentati, avrebbe capito meglio le mie idee. A quel tempo, a Roma, ho seguito due corsi alla Gregoriana: filosofia e teologia. Ma nel mio studio non mi sono fermato alla Scolastica: ho fatto il giro del mondo della ricerca filosofica e ho cercato di capire anche gli altri».BRUNO VIANI11/11/2004



 

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Socio fondatore del Gruppo di Volpedo e del Network per il socialismo europeo .