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FEDERALISMO SOLIDALE

Titolo

I benefici dell’Unione Europea Il gigante addormentato di Renato Gatti

Data pubblicazione

09/01/2026

Luogo

face book Renato Gatti


I benefici dell’Unione Europea
di Renato Gatti
Il principale beneficio derivante dalla nascita dell’Europa Unita è stato quello di aver regalato all’Europa 80 anni di pace, costituendo in primis la CECA che ha risolto alla base i conflitti tra Francia e Germania, e la costituzione dell'Euratom, invece, mi pare dissolta.
Comunque, e con riferimento alla UE ricordo:
• Mercato Unico: È il più grande blocco commerciale del mondo. Garantisce la libera circolazione di persone, beni, servizi e capitali tra gli Stati membri, stimolando la concorrenza, l'innovazione.
• Euro (€): Per i 20 Paesi che ne fanno parte, l'euro facilita il commercio e gli investimenti transfrontalieri.
• Fondi Strutturali e di Investimento Europei (Fondi SIE): mirano a ridurre le disparità regionali, sostenere la coesione economica, sociale e territoriale, e finanziare progetti in settori chiave.
• Finanziamenti Specifici: L'UE eroga sovvenzioni, prestiti quali la transizione verde e digitale (es. NextGenerationEU e il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, PNRR).
• Libertà di Movimento: I cittadini UE possono vivere, lavorare e studiare in qualsiasi Stato membro senza restrizioni significative. L'area Schengen consente di viaggiare senza controlli alle frontiere interne.
• Diritti e Protezione: Elevati standard di protezione dei consumatori e dei lavoratori e tutela dei diritti umani.

La situazione attuale pone all’Unione dei compiti enormi nel campo della competitività ed in quello della sicurezza.
Entrambi i problemi (competitività e sicurezza) ci pongono di fronte a dover considerare il pericolo di colonizzazione dei nostri paesi stante un eccezionale sviluppo tecnologico ed un nuovo atteggiamento degli USA per quanto riguarda la difesa e la sicurezza.
La potenziale "colonizzazione" in un contesto moderno si manifesta principalmente come una crescente dipendenza economica, tecnologica o politica da potenze esterne (spesso Cina, Stati Uniti o altri attori geopolitici rilevanti), che può minare la sovranità e la capacità decisionale degli Stati membri. Per mitigare questi rischi, l'UE dovrebbe rafforzare le seguenti aree:
• Rafforzamento della Politica Industriale:
◦ Incentivare la Produzione Interna pensando a economie di scala ottenibili costruendo una economia che superi la concorrenza tra i 27 paesi dell’Unione e si rafforzi nella competitività verso Usa e Cina.
◦ Aumentare gli Investimenti in R&S: Raddoppiare i finanziamenti per la ricerca, l'innovazione e lo sviluppo tecnologico (es. attraverso programmi come Orizzonte Europa) per colmare il divario con i concorrenti globali.
◦ Intelligenza Artificiale (IA): Adottare standard etici e normativi sull'IA, ma anche investire massicciamente nello sviluppo di capacità europee nell'IA per non dipendere da piattaforme straniere.
🛡️ Indipendenza in Sicurezza e Difesa
• Unione della Difesa e Sicurezza Comune:
◦ Sviluppare una vera e propria capacità militare comune, coordinata e rapidamente dispiegabile, in grado di agire in autonomia.
◦ Appalti Europei di Difesa: Istituire fondi per incoraggiare gli Stati membri ad acquistare attrezzature militari di fabbricazione europea per sostenere l'industria della difesa interna e ridurre la dipendenza dagli appaltatori esterni.
In sintesi, i benefici attuali dell'UE sono fondamentali per la prosperità e la stabilità. Per evitare la colonizzazione, il passo successivo deve essere una transizione da un'integrazione economica profonda a una sovranità strategica e tecnologica condivisa, trasformando l'Unione in un attore geopolitico pienamente autonomo e resiliente.

Il gigante addormentato
di Renato Gatti
L’Europa, dopo il fallimento della CED, dopo la bocciatura della Costituzione (in entrambe i casi fu la Francia a dare il suo niet), dopo la pietosa figura di Ursula nel campo da golf di Trump e dopo l’irrilevanza riservatale dal presidente USA, sta passando un periodo di crisi il cui orizzonte peggiore è il diventare colonia di una delle superpotenze.
Ma l’Europa è un gigante addormentato e molto “sparagnino” che si accuccia accanto al camino incapace di guardare oltre, autolesionandosi.
Ma guardiamo un po’ di numeri.
Il risparmio totale delle famiglie europee ammonta a una cifra enorme, stimata intorno ai 33 trilioni (33.000 miliardi) di euro, con una grande parte (oltre 11.000 miliardi) ferma su depositi bancari a basso rendimento, mentre il tasso di risparmio si attesta intorno al 15-18% del reddito disponibile, guidato da Germania, Francia e Italia.
Quantità e Composizione del Risparmio:
• Totale: Circa 33 trilioni di euro di risparmi totali accumulati dalle famiglie europee.
• Depositi Bancari: Circa 13.000 miliardi di euro in depositi nell'UE, con Germania (3.000 mld), Francia (1.947 mld) e Italia (1.275 mld) in testa, oltre a liquidità in contanti.
Tasso di Risparmio: Le famiglie europee risparmiano circa il 15% del loro reddito, significativamente di più rispetto agli USA (circa 5%), ma con un'allocazione conservativa, gran parte di questi risparmi rimane "parcheggiata" in conti correnti, invece di essere investita nell'economia reale europea.
In sintesi, l'Europa ha un'enorme ricchezza risparmiata, ma necessita di strategie per convogliare questi capitali verso investimenti produttivi, a beneficio dell'economia continentale stessa.
L'Unione Europea spinge per investire questi fondi nei mercati finanziari europei per finanziare la crescita, le transizioni digitali e verdi, ma molti capitali finiscono ancora negli USA, evidenziando un'enorme opportunità mancata per l'economia continentale, secondo analisi del 2025. 
• Perdita Competitiva: Ogni anno, circa 300 miliardi di euro di risparmi europei vengono investiti negli Stati Uniti, alimentando la loro economia.
L'Europa detiene una quota significativa (circa un terzo) del debito pubblico USA, con circa 32% del debito estero americano, equivalente a circa 2.7 trilioni di dollari in titoli USA detenuti da europei nel 2024/2025, anche se le cifre esatte variano; il "risparmio" europeo è enorme, con trilioni parcheggiati sui conti correnti che potrebbero generare PIL se investiti.
Risparmio Europeo: Un "Tesoro" da Investire
• Ammontare: I risparmiatori europei hanno miliardi di euro (trilioni) fermi sui conti correnti, una somma che supera di oltre tre volte quella statunitense se paragonata ai rispettivi PIL.
• Potenziale: Se investiti, questi fondi potrebbero aumentare il PIL europeo di centinaia di miliardi di euro.
Chi ha compreso appieno questa situazione è Mario Draghi che, col suo rapporto sulla competitività ha suggerito un piano di investimenti in settori strategici della produzione e della difesa di 800 miliardi l’anno per dieci anni. La sua proposta, molto applaudita, è stata subito dimenticata tanto che Draghi la rilanciò questa estate in una conferenza pubblica. L’obiettivo è quello di superare un sistema che vede i 27 paesi europei farsi concorrenza l’un l’altro anziché unirsi per competere con USA e Cina evitando di divenire una colonia di quei colossi.
Purtroppo le scelte degli europei divergono da questa proposta, infatti gran parte del risparmio europeo va ad acquistare titoli del debito pubblico USA finanziando l’economia di quel paese (ma il loro presidente ci definisce “scrocconi”).
Acquisto di Titoli del Debito USA (Treasuries)
Quota Europea: L'Europa è uno dei maggiori detentori di debito pubblico americano, con circa il 30-32% del debito USA equivalente a circa 2.7 trilioni di dollari in titoli USA detenuti da europei nel 2024/2025, anche se le cifre esatte variano; il "risparmio" europeo è enorme, con trilioni parcheggiati sui conti correnti che potrebbero generare PIL se investiti, ma molti di questi soldi finiscono proprio negli USA, finanziando il loro debito e le loro aziende. 
• Valore: Alla fine del 2024, gli investitori stranieri detenevano circa 8.5 trilioni di dollari di debito USA, di cui una parte consistente proveniente dall'Europa, con il Regno Unito tra i principali creditori.
• Sfasatura: Mentre l'Europa investe miliardi in Treasuries, il dollaro si svaluta, creando perdite per chi li detiene, anche se il flusso di capitali continua. 
Per dirottare i risparmi europei verso gli Eurobond, considerati i dazi che gli USA ci hanno imposti, rendendosi conto che anche l’Europa ha una sua forza contrattuale, si potrebbe pensare di minacciare (e se del caso imporre) un dazio sull’acquisto di treasuries USA.

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Socio fondatore del Gruppo di Volpedo e del Network per il socialismo europeo .